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  • Fri 20:30 - 22:00

25 aprile: il Tricolore sventola sul Sassolungo

In occasione delle celebrazioni del 25 aprile, la nostra sezione ha provveduto a sostituire il Tricolore che sventola, da qualche anno, sulla cima del Sassolungo: l'ormai nota e frequentata palestra di roccia sul versante Ovest della Pietra di Bismantova.
Un piccolo gesto, che si rinnova annualmente, per ricordare e sottolineare l'impegno civile del CAI.

 

Una nuova guida della Pietra di Bismantova - Due iniziative di presentazione

E' in distribuzione la nuova guida delle arrampicate e delle falesie della Pietra di Bismantova, edita da Versante Sud, una delle più importanti case editrici specializzate in arrampicata ed alpinismo (www.versantesud.it).

La nuova guida, curata dal trentino Diego Filippi, Guida Alpina ed Accademico del CAI, e da Matteo Bertolotti, Istruttore d’Alpinismo presso la Scuola Valle Seriana (BG), completa, affidabile ed arricchita dalle numerose testimonianze dei protagonisti dell’arrampicata alla Pietra, ha ottenuto il patrocinio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e della sezione Bismantova – Castelnovo Monti del CAI.

Si tratta di un’opera, la nona dalla prima guida di Bernard e Menozzi del 1968, che promuove ulteriormente la Pietra di Bismantova tra i numerosi appassionati dell’arrampicata, e “porta” il monumento naturale più significativo del’Appennino Emiliano in tutte le librerie specializzate d’Italia.

Saranno gli utilizzatori ad esprimere il giudizio più importante sulla “fatica” di Filippi e Bertolotti, ma va adeguatamente sottolineato il fatto che un’importante casa editrice ha “scommesso”, anche da un punto di vista commerciale (l’opera non ha ricevuto nessun finanziamento pubblico) su una delle più belle strutture rocciose del Paese, già oggi molto conosciuta, apprezzata e frequentata.

La guida è stata  presentata ufficialmente in un incontro con gli autori, l’editore, il Parco Nazionale, la sezione del CAI Bismantova ed il Comune di Castelnovo Monti, Domenica 10 maggio 2015 al Centro Sociale Insieme di  Castelnovo ne’ Monti, mentre sabato 9 maggio presso il rifugio della Pietra ha avuto luogo una simpatica cena per festeggiare l’uscita della guida alla presenza di gran parte dei protagonisti dell'arrampicata alla Pietra negli ultimi cinquant'anni.

Presso la Sezione è possibile acquistare la guida con uno sconto del 30%.

 

Bismantova: nuovo accesso provvisorio alla Ferrata e ai settori d'arrampicata a destra dell'eremo

La nostra sezione ha segnalato un accesso provvisorio alla Ferrata degli Alpini e ai settori d'arrampicata posti a destra dell'eremo: Anfiteatro, Banana, Pilone Giallo ecc. che evita la cosiddetta "Zona Rossa", nella quale è vietato transitare. La nuova ordinanza comunale, del 3 aprile 2015, limita il divieto d'accesso e d'arrampicata solamente alla zona dell'eremo, direttamente coinvolta dal grande crollo del febbraio scorso, ma interdice, giustamente, l'accesso tradizionale ai settori d'arrampicata sopra indicati.

Il nuovo accesso parte dal Piazzale Dante, scende alla vicina Foresteria San Benedetto, percorre per un centinaio di metri la carraia dell'anello basso e sale, ben segnalato, per la zona del Sasso Diamante fino a raggiungere il caratteristico sottopasso subito a destra del Pilone Giallo. Da qui si accede alle vie e zone d'arrampicata, oltre che alla Ferrata degli Alpini.

In ca. 15 minuti, transitando per luoghi suggestivi, finora noti solo agli arrampicatori ed ai "bulderisti", si evita senza particolari disagi, seguendo le evidenti indicazioni, la zona vietata.

 

Una buona Pasqua: alla Pietra è stata riaperta gran parte della zona interdetta

Si è concluso oggi il cantiere per il disgaggio di una grossa lama rocciosa sovrastante il rifugio della Pietra. Il Comune di Castelnovo ha così potuto emettere una nuova ordinanza nella quale si restringe considerevolmente l'area interdetta al passaggio e alle arrampicate: dalla via Elena Eleonora al Canale Est (il canale erboso subito a destra delle pertinenze dell'eremo). Le vie d'arrampicata vietate, pertanto, restano solo la Via Elena-Eleonora, la via Pincelli-Corradini e la via del GAB.

Praticamente rimane inaccessibile, al momento, solo la zona dell'eremo: quella direttamente interessata dal crollo del febbraio scorso.

Si riapre il rifugio e il sentiero che conduce alla sommità transitando davanti al rifugio, compresi i sovrastanti settori d'arrampicata, dalla via degli Svizzeri alle Gare Nuove, al Torrione Sirotti.

Si riaprono i settori d'arrampicata dell'Anfiteatro, della Banana, del Pilone Giallo, precedentemente interdetti. A questi settori ed alla ferrata degli Alpini si accede per il percorso tracciato dalla nostra sezione (vedi foto).
Dal piazzale Dante si scende alla vicina Foresteria San Benedetto, si percorre per un centinaio di metri la carraia dell'anello basso e, a sinistra, si risale al sasso Diamante e al Pilone Giallo, dove ci si ricongiunge al sentiero (interdetto) che proviene  dall'eremo. In ca. 15 minuti, transitando per luoghi suggestivi e finora poco conosciuti, per una buona traccia ben segnalata, si evita così la la zona vietata.

E' stato fatto un buon lavoro da parte dell'impresa incaricata del disgaggio; gli amministratori ed i tecnici hanno seguito costantemente, con passione, professionalità e "senso di appartenenza" alla comunità "Bismantovina", le fasi di un evento emotivamente e tecnicamente di straordinaria portata, e, ci fa piacere riconoscerlo, sono stati all'altezza dell'emergenza.

Per liberare il piazzale dell'Eremo e ripulire la zona sovrastante, l'Amministrazione Comunale è in attesa di ulteriori fondi dedicati, ma ha ribadito l'impegno a rendere tutta l'area agibile quanto più presto possibile, ovviamente compatibilmente con la complessità e la delicatezza dell'intervento.

 

 

Traffico motorizzato selvaggio

Per firmare la petizione entra nel sito www.change.org

Il traffico motorizzato a fini ludici sui sentieri di montagna produce un alto impatto ambientale sulla fauna, sulla flora e sul fondo dei sentieri, aggrava i fenomeni di dissesto, rappresenta un pericolo e un disincentivo alla diffusa pratica dell'escursionismo e, in ultima analisi, un ostacolo alla tutela e allo sviluppo appropriato dei territori rurali collinari e montani.


Non ci si riferisce all’utilizzo per fini agricoli e di attività produttive da parte degli abitanti né agli interventi di soccorso, ma all'uso a fini di svago di sentieri e mulattiere da parte di moto, quad e automobili 4x4. L'ambiente e la montagna sono un "bene-paese" da tutelare e rappresentano un asset strategico per lo sviluppo del turismo sostenibile in Italia.
In Emilia-Romagna l'articolo 4 della legge regionale 14/2013, "Rete escursionistica dell'Emilia-Romagna e valorizzazione delle attività escursionistiche" prevede la possibilità di percorrere i sentieri di montagna anche con mezzi motorizzati, favorendone un uso inappropriato, dannoso per l'ambiente e pericoloso per gli escursionisti. Questo articolo è in evidente contrasto con la destinazione dei percorsi escursionistici, affermata dalla stessa legge, alla “promozione delle aree naturali … e allo sviluppo sostenibile”. Consentire usi incompatibili su terreno comune appare un paradosso anche rispetto ai progetti per la promozione e per lo sviluppo del turismo dolce, che richiedono investimenti modesti ma sono realizzabili solo con scelte precise e coerenti. L'Emilia-Romagna è avvolta da una rete di itinerari di lunga percorrenza di grande valore naturalistico, storico e devozionale, che si appoggia in massima parte sulla rete sentieristica. Le numerose presenze su questi itinerari di viaggiatori a piedi provenienti spesso da altri paesi europei ed extraeuropei, che rappresentano un importante sostegno all'economia montana, sarebbe fortemente disincentivata dalla presenza di mezzi motorizzati.
Questo tema è presente anche nei punti di discussione dell' "Agenda ambientalista per la riconversione del paese" presentata durante un incontro a Palazzo Chigi al Sottosegretario alla Presidenza dl Consiglio Graziano Delrio dalle grandi Associazioni nazionali di protezione ambientale.
Per queste ragioni chiediamo all'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna di modificare l'art. 4 della legge regionale 14/2013, "Rete escursionistica dell'Emilia-Romagna e valorizzazione delle attività escursionistiche", per riaffermare tutte le precedenti tutele per le aree rurali montane e boschive (Piano Paesistico, Piani Parchi, Prescrizioni di Massima di Polizia Forestale, Rete natura 2000 ...) e per inibire l'accesso motorizzato a fini di svago e di attività sportiva su sentieri montani e mulattiere.
Non si tratta quindi di precludere l’accesso della montagna a chi vi abita, ma di tutelare questo territorio da usi impropri che non lo rispettano.


CAI - Club Alpino Italiano Emilia-Romagna
FAI - Fondo Ambiente Italiano Emilia-Romagna
FEDERGEV - Federazione Guardie Ecologiche Volontarie Emilia-Romagna
FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Coordinamento Regione Emilia-Romagna
Italia Nostra - Consiglio regionale Emilia-Romagna
LEGAMBIENTE Emilia-Romagna
Montagna Incantata
Pro Natura Emilia-Romagna
TREKKING ITALIA - Sezione Emilia-Romagna
UBN - Unione Bolognese Naturalisti
WWF - World Wide Fund For Nature, Sezione Regionale Emilia-Romagna

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