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Pizzo d'Uccello (Alpi Apuane) PDF Stampa E-mail
Sabato 02 Ottobre 2010 21:32

Escursione escursionistica per esperti al Pizzo d’Uccello (m. 1783) e lungo la valle dell’Orto di Donna

 (Domenica 20 maggio 2007)

 

Ritrovo e partenza: con auto proprie alla sede del CAI alle ore 7.30; partenza a piedi dall’ex Rifugio Donegani alle ore 9.30

Dislivello: 1100  metri in salita e discesa

Difficoltà: EE – indispensabile passo sicuro e assenza di vertigini 

Tempo di percorrenza: ore 6-6.30 (escluso soste)

Accompagnatori: Roberto Barbantini - Enrico Cecchi

Rientro: ore 17.00 all’ex Rifugio Donegani; ore 19.00 presso la sede della Sezione

 

Descrizione dell’itinerario

Salita: si parte dal piazzale antistante l’ex Rif. Donegani (1123 m). Un ripido sentiero sassoso segnato (n° 37) consente di tagliare un tornante della strada marmifera asfaltata. Giunti ad un piazzale di cava, si prende verso destra (cancello; segni rossi) proseguendo per la marmifera molto polverosa che sale con alcuni tornanti. Quasi al suo termine si imbocca sulla destra la vecchia mulattiera entrando nella faggeta. Altri tornanti nel bosco (ad una curva ci si imbatte in un grosso serbatoio metallico arrugginito), finché non si esce allo scoperto sui prati della Foce di Giovo (1502 m – 1 h). La sella, luogo che merita una sosta, mette in comunicazione la valle dell’Orto di Donna con la Valle di Vinca. Per il sent. n° 181 si va in breve al Giovetto (1499 m), aggirando sulla destra un gruppo di rocce. Da qui vale senz’altro la pena di percorrere la via normale del Pizzo d’Uccello, che si sale per roccette e canalini. Le difficoltà dei brevi passaggi rocciosi sono di I grado, con un passo di II- un po’ esposto; la roccia è buona.


Dalla cima (1783 m – 2.15 h) si ammira un panorama molto vasto sulla Lunigiana e l’Appennino; interessante la veduta sulle cime apuane circostanti (Pisanino, Zucchi di Cardeto, Cavallo, Contrario, Grondìlice, Sagro); impressionante il precipizio della parete Nord che sprofonda pochi metri sotto la vetta (fare attenzione a non avvicinarsi troppo al ciglio, in quando il pendio è ripido e detritico: rischio di scivolata e di far cadere inutilmente dei sassi, pericolosi per chi arrampica su questa celebre parete).

Discesa: si torna al Giovetto e quidi alla Foce di Giovo (3.15 h), da dove si prende il sentiero n°  179 che va verso la Cava 27 ed il nuovo Rif. Orto di Donna, proseguendo infine verso il bivacco K2 e la Foce di Cardeto, in un susseguirsi di saliscendi e di vedute sulla valle dell’Orto di Donna, del Pisanino e del Pizzo d’Uccello, ed avendo lato a monte prima la Cresta del Garnerone, e poi il Grondilice ed il Monte Contrario. Prima di arrivare alla Foce di Cardeto (m. 1680 4.45 h) si incontra anche la piacevole e famosa “buca della neve”.

Dalla Foce inizia la discesa verso valle accompagnati costantemente dal nuovo segnavia n.178, un po' dissestato ma spettacolare sotto le guglie del Pizzo d'Altare. Incrociamo sulla sinistra il sentiero C.A.I. n.180, altra valida alternativa per raggiungere in pari tempo il Donegani passando dalla conca dell'Orto di Donna. Numerosi tornanti si addentrano all’interno del bosco, fino a distendersi sul fondovalle, in località Serenaia a 1050 m. Qui la strada asfaltata ci porta diretta con una breve salita di circa 100 m di dislivello all’ex  Rifugio Donegani (6 h)

 Resoconto della giornata

Giornata di bel tempo, con buona visibilità, che ha consentito di vedere dal Pizzo d’Uccello un ampio panorama (la catena appenninica dal Parmense fino al Bolognese, molte cime delle Apuane, tutto il golfo di La Spezia e la Versilia).

In salita per raggiungere la Foce di Giovo abbiamo percorso il sentiero 37 bis (nuova variante), che consente di evitare la cava collocata al di sopra del rifugio Donegani.

L’ascensione dal Giovetto alla vetta del Pizzo d’Uccello è divertente e complessivamente semplice: anche il passaggio di II grado che si incontra non oppone difficoltà degne di nota. E’ indubbiamente però importante essere dotati di passo sicuro e di non avere paura del vuoto; l’esposizione non è comunque mai significativa.

Dalla Foce di Giovo alla Foce di Cardato il persorso è in quota, ma tipicamente “apuano”, ovvero tratti con fondo irregolare e roccioso.

Il rifugio Orto di Donna era ancora chiuso (peccato, avevamo voglia di una bella birra), mentre la discesa dalla Foce di Cardeto non è banale (il solito percorso “apuano” con fondo irregolare e foglie sopra le rocce, che rendono il terreno spesso pericolosamente scivoloso).

I tempi sono stati rispettati, per cui alle 18.30 siamo arrivati a Ligonchio, per un ultimo brindisi in compagnia.

Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Ottobre 2010 20:39
 
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