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Bivacco Ghiaccioni Stampa
Giovedì 23 Settembre 2010 16:13

 

La struttura  è costituita da un solo locale attrezzato con stufa a legno, tavolo, panche e due letti a castello. Nella radura antistante il bivacco si trovano tavoli, panche e a poca distanza una sorgente di acqua freschissima. A breve sarà installato un pannello solare per fornire un minimo di energia. Il locale è sempre aperto ed agibile, quindi è affidato alla buona educazione di chi vorrà utilizzarlo

Domenica 3 luglio 2011, dopo due anni di lavoro, si è compiuta l'impresa della ns. Sezione e del Consorzio Alpe di Succiso-Valle dei Cavalieri: abbiamo inaugurato il bivacco, realizzato recuperando un vecchio rudere, alle pendici dell’Alpe di Succiso alla testata dell’alta Valle della Liocca a quota 1410 mt.
Il rudere risaliva alla prima guerra mondiale ed era stato realizzato qui, ad un’ora e mezzo a piedi dall’attuale Succiso Nuovo, per ospitare dei prigionieri di guerra austro-ungarici che lavoravano alla “chiusa” della Liocca per consentire la fluitazione del legname.
Successivamente fu utilizzato dai pastori e poi abbandonato negli ultimi anni.

Come raggiungere il bivacco

Occorre partire dalla Chiesa di Succiso Nuovo che si raggiunge dalla SP 15 di Ramiseto con una deviazione di circa tre km posta tra Pieve San Vincenzo e Miscoso.
Dalla chiesa di Succiso Nuovo (Varville) a quota 980 metri, si imbocca una larga carraia che subito si divide in due. Si segue la carraia di destra (segnavia CAI 653) e si procede in leggera salita per circa 40 minuti, fino ad una diramazione, dove si svolta a sinistra in salita per seguire il segnavia 653A (recentemente rinominato 673). Dopo 10 minuti si raggiunge il ponticello sul Rio Pascolo: a questo punto la carraia diventa sentiero e, mantenendo il torrente sulla destra, si sale fino a raggiungere, dopo circa 50 minuti, il guado, recentemente attrezzato con una passarella provvisoria. Dopo pochi minuti si raggiunge un grande prato pianeggiante (i Ghiaccioni): voltando decisamente a sinistra si sale nel bosco e si arriva al Bivacco.

Perchè lo abbiamo ristrutturato

 

I motivi per i quali abbiamo deciso di recuperare questo vecchio Bivacco sono sia storici, sia soprattutto legati alla promozione di una zona bellissima e poco frequentata.

Difatti:

  1. L’Alpe di Succiso è una delle montagne più belle del nostro Appennino, peraltro maggiormente frequentata sul versante Cerretano. La scarsa frequentazione però ha  contribuito a conservare un ambiente montano integro, e particolarmente appetibile per l’escursionismo estivo ed invernale;
  2. Il bivacco si trova a metà strada tra il rifugio Città di Sarzana al Lago di Monte Acuto e quello di Rio Pascolo; costituisce pertanto un valido punto d’appoggio, che può incrementare la frequentazione della zona soprattutto nel periodo invernale (dalla zona dei Ghiaccioni partono interessanti ascensioni alpinistiche verso l’Alpe di Succiso, Punta Buffanaro ed il Monte Alto);
  3. Da un punto di vista turistico il bivacco costituisce un ulteriore richiamo, a tutto vantaggio anche di Varville, collocato al di fuori degli itinerari classici di chi frequenta la montagna, a causa di una viabilità particolarmente penalizzante, e dell’assenza di impianti sciistici. Se si escludono i cercatori di funghi, particolarmente numerosi in alcuni ben definiti periodi dell’anno, le presenze sono davvero poche.
  4. La valorizzazione di Varville crediamo si giustifichi anche per le iniziative di economia sostenibile recentemente intraprese all’interno di questa comunità: ivi difatti opera una cooperativa che testimonia l’attaccamento della gente di questi posti al proprio territorio ed è in grado di offrire al turista prodotti tipici di grande qualità (come ad esempio il formaggio pecorino) e dispone di una struttura sia per il pernottamento che per la ristorazione (quest’ultima in grado di ospitare fino a 100 persone con un menù ricco e fantasioso);
  5. La ristrutturazione del manufatto, analogamente ad altre iniziative sviluppate nel territorio del Parco (vedi ad esempio il Museo dell’Acqua a Cerreto Alpi), si configura anche come “testimonianza del passato” e segno visibile di quella che una volta era la cultura e l’economia della zona, legata alla pastorizia e alle attività silvo-colturali; altro elemento da recuperare, sebbene oggi molto meno visibile, è costituito dai pochi resti della diga esistente nella zona dei Ghiaccioni;
  6. Il bivacco è utile anche al  Soccorso Alpino, come hanno dimostrato i recenti interventi, soprattutto nel periodo invernale.

Alcune foto relative alla ristrutturazione del Bivacco

 

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Aprile 2012 16:08
 
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